Penso, quindi esisto

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Cogito, ergo sum

Ultima ora dalla mia città

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venerdì 6 novembre 2009

L'ultimo di Franco Battiato

Da quasi un trentennio le sonorità di Franco Battiato hanno riempito i meandri più reconditi del mio io, facendomi viaggiare nel tempo e nello spazio, in una dimensione parallela.
Le parole con cui riempie le canzoni sono delle piccole perle di saggezza.

Queste sono le parole del suo ultimo lavoro, riflettono perfettamente la situazione attuale:

INNERES AUGE

Come un branco di lupi che scende dagli altipiani ululando
o uno sciame di api accanite divoratrici di petali odoranti
precipitano roteando come massi da altissimi monti in rovina.
Uno dice che male c'è a organizzare feste private
con delle belle ragazze per allietare Primari e Servitori dello Stato?

Non ci siamo capiti
e perché mai dovremmo pagare anche gli extra a dei rincoglioniti?
Che cosa possono le Leggi dove regna soltanto il denaro?
La Giustizia non è altro che una pubblica merce...
di cosa vivrebbero ciarlatani e truffatori
se non avessero moneta sonante da gettare come ami fra la gente.

La linea orizzontale ci spinge verso la materia,
quella verticale verso lo spirito.
Con le palpebre chiuse s'intravede un chiarore
che con il tempo e ci vuole pazienza,
si apre allo sguardo interiore: Inneres Auge, Das Innere Auge

La linea orizzontale ci spinge verso la materia,
quella verticale verso lo spirito.
Ma quando ritorno in me, sulla mia via,
a leggere e studiare, ascoltando i grandi del passato...
mi basta una sonata di Corelli, perchè mi meravigli del Creato!


Se volete ascoltare la canzone cliccate quì, c'è un mini player del sito di Repubblica-XL,avviare il mini player dalla freccia >.

domenica 11 ottobre 2009

Li nostro Arcivescovo S.E. Mons. Calogero La Piana, durante l'omelia della Messa in onore delle vittime dell'alluvione, ha sottolineato:

[...]Maria Santissima, la Mamma celeste, la veloce ascoltatrice, raccolga il grido di dolore e di speranza di tutti noi e porti pace e consolazione nei cuori dei familiari ed amici di quanti hanno perso la vita. Il vostro silenzio, miei cari fratelli defunti, è il grido più eloquente di ciò che tutti noi oggi osiamo sperare, chiedere e gridare ai responsabili della cosa pubblica: restituiteci la serenità, dateci la garanzia di un piano di sicurezza, fatto di opere concrete e non di carte o di parole vuote e di circostanza, perché simili tragedie non abbiano più ad accadere.[...]

sabato 10 ottobre 2009

fango assassino!

Qualsiasi parola è superflua ed inutile, solo una prece per i nostri fratelli:

eterno riposo dona loro o Signore e splenda ad essi la luce perpetua

Giuseppa Calogero
Concetta Cannistraci
Santina Porcino
Carmela Maria Barbera
Monica Balascuja
Salvatore Scionti
Pasquale Neri
Letterio Maugeri
Giuseppe Tonante
Onofrio Sturiale
Roberto Carullo
Agnese Falgetano
Francesco De Luca
Maria Letizia Scionti
Carmela Olivieri
Letterio Laganà
Teresa Macina
Elena De Luca
Letterio Maugeri
Christian Maugeri
Francesca Micali
Luigi Costa
Ilaria De Luca
Maria Li Causi
Maria Restuccia
Salvatore Zagami
Martino Scibilia
Una vittima ancora da identificare


Un pensiero anche a coloro che risultano ancora dispersi
Lorenzo e Francesco Lonia - Giampilieri
Bartolo Sciliberto - Altolia
Santi Bellomo - Scaletta
Carmela Cacciola - Scaletta
Carmelo Ricciardello - Scaletta
Alessandro Sturiale - Scaletta
Ketty de Francesco - Scaletta

lunedì 28 settembre 2009

riflessioni a margine...

Quando si vuole protestare contro qualcosa è opportuno attenersi alla regola delle 3 P.

  1. La prima P=Protesta
  2. La seconda P=Presenza
  3. La terza P=Proposta
Questo dovrebbe essere il comportamento coerente di chi si lamenta contro qualcosa, come coloro che hanno firmato la petizione popolare sull'abbattimento delle barriere architettoniche.

Cioè prima protestiamo, (con le firme raccolte), poi presenziamo all'organizzazione della protesta (l'incontro-dibattito), poi facciamo una proposta per risolvere il problema (con gli interventi).

Soltanto la prima e la terza P ho visto sabato, ma la seconda P cioè la presenza no.

E poi tutti ci riempiamo la bocca di parole come solidarietà, fratellanza, vicinanza, civiltà!

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